Il Mondo “No Profit”

Per tutto il mondo “No profit”:

L’obbligo di trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate.

No Profit: Ancora una proroga per il Modello EAS.

Ancora una proroga per il c.d. “Terzo Settore”.  Slitta al 31 dicembre il termine ultimo per la presentazione del modello EAS.

Curiosamente la comunicazione di tale proroga, è arrivata il 16 dicembre e cioè un giorno dopo la scadenza prevista per il 15 dicembre. Anomalo che una scadenza venga prorogata a termini scaduti, ma tant’è. Probabilmente viste le finalità della dichiarazione e il contenuto della medesima, sarebbe stato auspicabile che fin dall’inizio la scadenza fosse fissata in concomitanza della chiusura dell’anno sociale, che appunto così, come per le aziende, per tutte le associazioni, salvo in alcuni casi per le Associazioni Sportive Dilettantistiche, termina appunto il 31 dicembre. Ciò avrebbe potuto eliminare molti dei dubbi interpretativi sollevati delle associazioni medesime.

Si rammenta che la presentazione deve avvenire esclusivamente per via telematica, scaricando un apposito software, o direttamente o per il tramite di un intermediario abilitato (CAF, o Professionista). Quanto alle sanzioni, la mancata comunicazione comporta la perdita delle agevolazioni previste. Sanzioni sicuramente non di poco conto. Si perderebbe infatti l’agevolazione della non imponibilità ( e quindi tassazione), di quelle che sono le principali entrate del no profit:
• Quote sociali
• Ricavati delle vendite di beni e servizi ai soci Ciò sempre che i rispettivi statuti prevedano quanto disposto dalla normativa, ai fini di una completa tassazione di tali tipologie di
entrate (ad es. previsioni statuarie circa divieto di distribuzione degli utili)

Nel frattempo l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 45/E, in nome della semplificazione, aveva definito le modalità di compilazione del modello ridotto e individua in dettaglio gli enti associativi interessati alla sua presentazione i cui dati siano disponibili presso pubblici registri o amministrazioni pubbliche. Si tratta, in particolare, di: associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI diverse da quelle esonerate; associazioni di promozione sociale iscritte negli appositi registri, organizzazioni di volontariato iscritte nei registri della legge n. 266, associazioni riconosciute, associazioni riconosciute da confessioni religiose che hanno stipulato con lo Stato patti, accordo o intese; movimenti e partiti politici presenti nelle ultime elezioni; associazioni sindacali e di categoria presenti nel CNEL; ecc.

Con lo stesso documento di prassi viene chiarito che non sono tenuti a presentare il modello Eas le fondazioni, gli enti di diritto pubblico, gli enti destinatari di specifici regimi tributari e le Onlus.

 

 

Un nuovo obbligo  incombe, infatti, su tutto il mondo del  “No profit”.

Si tratta del c.d. modello “EAS”, introdotto con decreto legge 185/2008, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009 N° 2.

L’obbligo prevede la trasmissione, ESCLUSIVAMENTE per via telematica, direttamente dall’Ente, o tramite intermediario abilitato, di dati e notizie rilevanti ai fini fiscali mediante appunto un apposito modello.

Il modello da trasmettere è stato solo recentemente pubblicato (2 settembre) ed è disponibile  nel sito www.agenzieentrate.gov.it,  (precisamente a questo link:

http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/connect/Nsi/Strumenti/Modulistica/Comunicazioni+e+domande/Dati+rilevanti+ai+fini+fiscali+da+parte+degli+Enti+Associativi), dove può essere  scaricato un apposito software.

Tale adempimento ha sollevato, molte discussioni nel sempre effervescente, mondo del no profit.

Ciò, anche in considerazione delle scadenze ravvicinate che l’Agenzia ha imposto (vedi apposita sezione), della complessità del modello, dell’eterogeneità dei modelli associativi caratterizzanti il c.d. Terzo Settore, e ultimo, ma non ultimo, delle sanzioni previste in caso di mancata presentazione.

(per i dettagli vedi i riquadri sottostanti).

L’Agenzia delle Entrate, ha comunque dato la propria disponibilità, e nel fornire chiarimenti, e nel non applicare le sanzioni previste in caso di errori di natura  formale.

Sta però di fatto che ad oggi non risultano proroghe ai termini previsti (30 ottobre), anche se in data 23 settembre l’Agenzie delle Entrate, in un apposito incontro con le rappresentanze del “Terzo Sttore”,  si è impegnata a prorogare la scadenza prevista e a non applicare sanzioni in caso di errori di carattere formale compiuti durante la compilazione da parte dei contribuenti.

Al proposito è stato istituito un tavolo tecnico che si riunirà a Roma il prossimo 30 settembre.

Cerchiamo di fare ordine.

 

Le finalità:

Il fine principale, sicuramente corretto e nobile, è quello di ottimizzare le attività di controllo, in particolare finalizzate ad accertare che dietro attività associazionistiche, non si nascondano in realtà organizzazioni di natura puramente di tipo di societario e commerciale.

Certo sarebbe stato auspicabile da parte dell’Agenzia una maggiore tempestività nell’adozione dei modelli di riferimento (Il suddetto modello doveva essere approvato entro il 31 gennaio scorso).

I soggetti interessati:

Sono circa 220.000 gli enti interessati  Di seguito i numeri della galassia del no profit in Italia.

 

· Associazione riconosciuta: 61.000

· Associazione non riconosciuta: 140.000

· Fondazione: 3.000

· Comitato: 3.800

· Cooperativa sociale: 4.600

· Ente ecclesiastico: 4.000

· Società di mutuo soccorso: 270

· Ente morale: 998

Altre forme: 2.600

 

In particolare sono tenuti a tale comunicazione, le seguenti categorie di associazione:

· Politiche

· Sindacali

· Di categoria

· Religiose

· Assistenziali

· Culturali

· Sportive dilettantistiche (salvo categorie esonerate. Vedi sezione successiva).

· Promozione sociali

· Formazione extrascolastica della persona

I soggetti esonerati:

In ogni caso la suddetta circolare chiarisce gli enti esonerati da tale obbligo, e vale a dire:

· Associazioni “pro loco” che optano per l’applicazione delle disposizioni di cui alla ex legge 398/1901;

· Enti associativi dilettantistici iscritti al registro del CONI che NON svolgono attività di tipo commerciale;

Le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali di cui all’articolo 6 della legge 266/1991 che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali individuate con DM 22 maggio 1995;

Le scadenze:

Per gli enti già costituiti il 29 novembre 2008, entro il 30 ottobre 2009.

Per gli enti costituiti dopo il 29 novembre 2008, l'invio deve avvenire entro 60 giorni dalla data di costituzione (se questa scadenza cade prima del 30 ottobre 2009, l'invio resta fissato a quella data).

In caso di variazione dei dati comunicati, entro il 31 marzo dell’anno successivo all’anno in cui i cambiamenti si sono verificati

I contenuti della dichiarazione:

Il modello consta di una prima sezione di carattere più prettamente anagrafica (dati dell’Ente e del rappresentante legale), e di una sezione composta da 38 quesiti di natura più prettamente fiscale.

Per evitare di riportare informazioni errate, la compilazione dovrebbe avvenire avendo a portata di mano, Statuto, rendiconti annuali, ed eventuale Modello Unico. Inoltre, se ritenuta di particolare complessità la compilazione dovrebbe avvenire attraverso il coinvolgimento dei principali organi.

Le sanzioni:

La mancata comunicazione comporta la perdita delle agevolazioni previste. Sanzioni sicuramente non di poco conto. Si perderebbe infatti l’agevolazione della non imponibilità ( e quindi tassazione), di quelle che sono le principali entrate del no profit:

· Quote sociali

Ricavati delle vendite di beni e servizi ai soci

Ciò sempre che i rispettivi statuti prevedano quanto disposto dalla normativa, ai fini di una completa tassazione di tali tipologie di entrate (ad es. previsioni statuarie circa divieto di distribuzione degli utili)

I punti interrogativi.

Il principale, non certamente l’unico, riguarda le ONLUS, formalmente non inserite tra gli enti obbligati alla trasmissione. Ammesso che ciò sia confermato dall’Agenzia, si solleverebbero ulteriori complessità, su alcune categorie di Associazioni, quali ad esempio le Associazioni di Promozione Sociale, che da normativa di riferimento possono richiedere il riconoscimento dello stato di Onlus, limitatamente ad alcune categorie di attività.

 

Sarà nostra cura aggiornarvi sulla base dei chiarimenti ricevuti da parte dell’Agenzia delle Entrate.