Convegni

LA TUTELA DELLE IMPRESE E DEI

CONSUMATORI NEI RAPPORTI BANCARI

Roma, 27 Luglio 2010

dalle ore 18 alle ore 20

Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati

(Palazzo San Macuto)

Via del Seminario, 76

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nota Introduttiva

 

Si parla, spesso e giustamente, della necessità di tutelare i cittadini e consumatori di fronte ai predominanti interessi di banche e multinazionali.

Associazioni dei consumatori, codice del consumo e seppur molto discutibili, nella forma e nella sostanza, le c.d. “class action”, rendono meno tortuose le possibilità di tutela e difesa dei singoli cittadini. Con ciò non si ritiene che il consumatore sia perfettamente adeguato e tutelato, bensì, che esiste di certo rispetto al passato, una reale cognizione delle problematiche.

La crisi economica tuttora in corso, poi, avrebbe dovuto rendere centrali, soprattutto nel sistema Italia, le necessità di tutela delle Piccole e Medie Imprese (PMI). Parlando in termini pratici, invece, è come se non fossero completamente avvertite le difficoltà cui devono far fronte quotidianamente gli imprenditori.

Preoccupante è infatti il dato relativo alle imprese fallite, o che comunque hanno aperto negli ultimi mesi procedure concorsuali. Dato che non è affatto in diminuzione. Nell'ultimo trimestre 2009 si sono registrate circa 2.900 procedure fallimentari, +15% rispetto allo stesso periodo 2008, trimestre in cui si era già registrato un aumento di fallimenti del 43% rispetto al 2007. Tale incremento ha coinvolto soprattutto il Nord e, appunto, le piccole e medie imprese. A tali dati si abbina un’altra realtà non di certo confortante. Trattasi dei dati relativi all’accesso al credito specifico delle PMI. Ad un’impresa su cinque è stato completamente negato il prestito bancario, e l’83% delle banche ha mantenuto inalterato i rigidi standard creditizi: ciò ha paradossalmente comportato la diminuzione della domanda di prestiti.

Eppure non sempre l’imprenditore o consumatore, emarginato dal sistema bancario a causa, magari, delle segnalazioni alla Centrale rischi, è realmente debitore. Non sono pochi, infatti, i casi nei quali all’esito dei giudizi, il saldo si è rivelato a credito del cliente o, comunque, inferiore a quanto risultante dall’estratto conto gravato, nel corso del rapporto, di interessi ed oneri in realtà non dovuti.

Appare ormai consolidato, poi, l’orientamento della giurisprudenza in merito alla segnalazioni a sofferenza presso la centrale rischi.

Orientamenti indubbiamente a tutela degli imprenditori, che però continuano a scontrarsi con le posizioni degli istituti di credito, e soprattutto con le difficoltà dovute alle lungaggini del sistema giudiziario italiano.

 

 

Nel corso dell’incontro verrà presentato il volume scritto dall’Avv. Roberto Di Napoli “Anatocismo e vizi nei contratti bancari”, giunto alla III edizione ed edito dalla prestigiosa e “storica” Maggioli Editore.

Il volume che ha già venduto circa 5000 copie nelle precedenti edizioni (già recensite su vari quotidiani, come Il sole 24 Ore, Italia Oggi e su vari siti internet, oltre che essere presente nelle principali biblioteche come emerge dal sito dell'indice bibliografico nazionale), è di particolare importanza in questo periodo di crisi economica e di difficoltà nell'accesso al credito.

Vengono affrontati, infatti, con stile e linguaggio molto semplice ed accessibile anche ai non professionisti, i vizi più diffusi nei rapporti bancari e le modalità per difendersi dalle pretese illegittime.

Uno dei motivi per i quali, ogni giorno, falliscono non poche imprese, e varie famiglie sono costrette a rilasciare la propria abitazione o i propri beni, è proprio il costante ricorso, da parte di banche, ad azioni esecutive pur quando il contratto è palesemente nullo o i rapporti sono viziati da addebiti effettuati, nel corso del rapporto, in violazione di quanto sancito dalla legge. Non sempre, infatti, l’imprenditore o il cittadino conosce come contestare tali pretese illegittime e, spesso, quando decide di rivolgersi al giudice è troppo tardi od è ormai distrutto a causa delle già avvenute segnalazioni presso le varie centrali rischi.

       Il Presidente                                         Il VicePresidente

Avv. Giusy Cervellera                          Dott. Luigi Bonatesta